DISTANTI MA UNITI: Nicolò Terminio, un aiuto contro la solitudine

DISTANTI MA UNITI: Nicolò Terminio, un aiuto contro la solitudine

Nicolò Terminio, psicoterapeuta e da poco Socio del Circolo della Stampa Sporting, risponde all’invito del presidente mettendosi generosamente a disposizione dell’iniziativa Sporting Solidale:

Cari amici di Sporting Solidale,

vi scrivo su suggerimento di mia moglie: pur facendo come lavoro lo psicoanalista, non sono per niente immune dalla sua influenza, anzi! Con mia moglie siamo soci del Circolo dallo scorso anno, ci avevano presentato Vittorio e Giulia De Ambroggio; probabilmente è più conosciuta mia moglie, che frequenta il Circolo per le lezioni di tennis.

Ho letto l’email che invitava i soci a partecipare all’iniziativa Sporting Solidale, io sarei disponibile ma non saprei in che modo tradurre le mie attitudini personali e professionali in qualcosa di utile per i soci. Sono appassionato di tennis ma dall’esterno, adoro il libro “Il tennis come esperienza religiosa” di David Foster Wallace e saprei fare anche un commento psicoanalitico per spiegare “l’effetto Federer” oppure potrei dare indicazioni psicologiche per raggiungere quello stato interiore che si traduce in buone performance. Ma in questo momento non credo che tutto questo c’entri qualcosa. Non so bene in che modo, ma sarei disposto a dare la mia disponibilità per le esigenze dei soci: in questo periodo sto svolgendo delle sedute via Skype,  sono abbastanza impegnato tra pazienti e gestione della vita familiare, ma potrei comunque rendermi disponibile (gratuitamente) per un paio d’ore a settimana, soprattutto per quelle persone che sono magari più in difficoltà nel fare i conti con la solitudine. Credo che la questione della solidarietà sarà un aspetto centrale anche nel ritorno alla vita sociale del Circolo, forse in quel momento si potrebbero pensare dei gruppi o degli incontri per condividere il senso di questa esperienza che stiamo attraversando tutti, un’esperienza che a livello psicologico ha tutte le caratteristiche del trauma collettivo, e come ogni trauma per essere superata avrà bisogno di una trama costruita insieme. Dal punto di vista psicoanalitico si potrebbe dire che bisognerà far entrare in circolo anche la dimensione della parola.

 

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